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Concorsi Letterari: 10 Errori da evitare - Parte I

Ecco tre errori da evitare a ogni costo se volete vincere i Concorsi Letterari o le Selezioni Editoriali

Per vincere i Concorsi Letterari o superare una Selezione Editoriale non basta avere una buona idea e buttarla su carta.
Potete avere anche la migliore idea del mondo, ma ci sono alcune cose che vanno assolutamente evitate, perché altrimenti il vostro lavoro rischia di finire diretto nel cestino, senza che la vostra buona idea possa essere riconosciuta come tale da chi giudica.

Se volete, è un po’ come quando si esce come una ragazza: potete anche essere carini e brillanti, ma se non vi siete lavati i denti…

Iniziamo con la prima parte (perché, come vedrete al Consiglio 3, è opportuno fare così); ma non perdetevi i consigli nelle prossime due Parti, che verranno pubblicate presto – sempre qui su Concorsi-Letterari.it.


Consiglio 1 - Nuclearizzate le d eufoniche!

Le “d eufoniche” nelle forme “ad” e “ed” possono essere utilizzate solo prima di vocale identica, come nei seguenti casi: “Dico ad Armando”, “Rapido ed efficace”.
Non è errore utilizzarle anche in caso di vocale diversa, ma voi non fatelo. L’uso è obsolescente, è rifiutato dalla stragrande maggioranza degli editor – che provano un odio viscerale per queste cose, e potrebbero arrivare a venire a cercarvi a casa per picchiarvi – e viene ritenuto dilettantesco. Non siamo qui per discutere su quanto tremendamente questo sia ingiusto: vi interessa vincere i concorsi, non la giustizia.
Utilizzarle è, in ogni caso, un segnale effettivo di scarso aggiornamento sull’uso corrente della lingua, visto che nei libri editi negli ultimi anni non sono presenti: naturale pensare che chi le usa si basi su quanto imparato alle medie e non sia un gran lettore. Quindi un pessimo scrittore.
Evitate dunque usi come: “Ed anche”, “Ad ognuno”.
Sono consentite invece in formule fisse, come “Ad esempio”.
La forma “od”, invece, è completamente obsoleta. Se la usate, evitate di partecipare a un concorso: non servirebbe.


Consiglio 2 - Levate quell’introduzione!

Moltissimi autori, specie nel caso di romanzi (ma capita anche con i racconti), fanno precedere al loro lavoro un’introduzione rigorosamente scritta da loro stessi, in cui spiegano la genesi del romanzo, quanto è significativo per loro, quanti anni ci sono voluti a scriverlo, quanto profondamente il loro animo è penetrato e compenetrato di/in quelle pagine…
Chi se ne frega.
A chi valuta interessa la storia, non interessa nulla di tutto ciò.
Esistono poi i casi peggiori, quelli davvero terminali: ovvero la recensione del libro, scritta dall’autore stesso a mo’ di introduzione/prefazione, in cui l’autore discetta in terza persona di se stesso mostrando le sue arti di auto-critico letterario.


Consiglio 3 - Iniziate dall’incipit!

Sembra banale. Ma evidentemente non lo è.
Evitate prologhi che riassumono cos’è successo nel mondo di Akroyoiaà negli ultimi 2.700 anni, che ci informano della maledizione caduta sul trisavolo del protagonista. Sarà molto interessante scoprirlo leggendo il libro, magari attraverso delle analessi, dei dialoghi dei personaggi, delle cronache ritrovate, delle rivelazioni…
Chi valuta non ha tempo, dovete meritarvi la sua attenzione da subito.
L’ennesima cronaca dell’ennesima mitologia (fantastica-fantascientifica o meno), l’ennesimo riassunto della vita piatta e banale del personaggio finché non succede la cosa interessante, non interessa a nessuno. Fateci vedere questa cosa interessante, e vi leggeremo.
Allo stesso modo, non deliziateci con il vostro sonetto e – se proprio dovete – basta una citazione in apertura.
Forse i più temuti in assoluto dai lettori sono poi i famigerati prologhi filosofici, in cui l’autore ci introduce al suo alto pensiero per prepararci alla lettura del pezzo – che altrimenti ci annichilirebbe nella sua prorompente Luce e Verità.


Si chiude qui il primo set di consigli. Restate sintonizzati e registratevi ai feed RSS di Concorsi-Letterari.it per non perdervi i prossimi, dove vedremo di parlare di
  • come si mangia
  • a cosa serve il tasto “Enter”
  • perché è opportuno rispettare i limiti di cartelle

E ora, a revisionare i vostri lavori, c’è quel concorso in scadenza!


L'Autore: Daniele Bonfanti è autore dei romanzi L’Eterno Sogno e Melodia. Curatore di raccolte tra cui Tarot – Ludus Hermeticus e Archetipi, autore di racconti pubblicati in riviste o antologie (in Italia e all’estero) e di sceneggiature. Scrive e/o cura rubriche sulla rivista Hera e su portali web, tra cui CinemaHorror.it e LaTelaNera.com. Lavora come editor freelance, e per Edizioni XII in qualità di editor-in-chief, direttore della collana Camera Oscura.


Se quanto letto ti è piaciuto puoi cliccare oltre per ulteriori articoli ricchi di consigli per vincere concorsi letterari.

Concorsi Letterari: 10 Errori da evitare - Parte I
Consiglio pubblicato il 20/02/2009
Da: Daniele Bonfanti
Fonte: Concorsi-Letterari.it


Concorsi Letterari: 10 Errori da evitare - Parte I
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