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Concorsi-Letterari.it intervista lo scrittore Giuseppe Agnoletti

Abbiamo fatto due chiacchiere col vincitore del premio Incubi dal Passato

[Concorsi-Letterari.it]: Innanzitutto complimenti per aver vinto il premio Incubi dal passato. E' la prima volta che partecipavi?
[Giuseppe Agnoletti]: Il concorso era alla sua prima edizione. Il tutto è stato organizzato dal sito letterario: Nuoviautori.org.

[C-L]: E' da molto che partecipi ai concorsi letterari? Dove hai cominciato?
[GA]: Ho cominciato nel 2003, diciamo che ho cinque-sei anni di esperienza sulle spalle.

[C-L]: Hai vinto altri premi letterari?
[GA]: Sì, però nulla di importante. Uno è anche un premio fotografico, il concorso: Photoscheletri 2007, indetto dal sito Scheletri.com. Ci tengo a sottolineare, invece, un racconto segnalato dalla giuria al Premio Lovecraft.

[C-L]: Vuoi presentarci Cronache dal patibolo, l'opera con la quale hai vinto il concorso?
[GA]: Sì, con piacere. Poco tempo prima mi era capitato di leggere su internet un articolo che spiegava la genesi dei racconti gialli. In parole povere si doveva andare indietro nel tempo, a Londra verso la fine del ‘700, quando le esecuzioni erano pubbliche. Di solito era solita assistere parecchia gente e così cominciarono a circolare dei fogli dove (per il piacere e la conoscenza di chi non aveva potuto assistere all’avvenimento) venivano raccontate le nefandezze di cui il condannato si era reso colpevole, il suo nome e altre notiziole che lo riguardavano.
I fogli andavano a ruba e col tempo nacquero piccole pubblicazione specializzate nel “settore”.
La cosa mi colpì e scrissi un racconto intrecciando un semplice plot che interagiva con un’ambientazione che mi sembrava perfetta.
Il racconto vinse e provai un piacere doppio: la soddisfazione per la vittoria, ma anche quella di avere realizzato una sorta di divulgazione, per così dire, “letteraria”, anziché solo didascalica.

[C-L]: Credi di riuscire a breve a pubblicarla con qualche casa editrice?
[GA]: Non credo. Le case editrici hanno quest’ordine di gradimento: al primo posto romanzi di autori famosi, oppure il comico di turno o il personaggio comunque in vista grazie a gossip vari; poi le antologie di racconti dei medesimi soggetti; quindi i romanzi di autori poco noti o peggio sconosciuti; infine le raccolte di racconti di questi autori. Ne consegue che le possibilità di pubblicarlo sono davvero esigue.
Vista la specificità della mia storia, potrebbe tuttavia trovare posto nell’ambito di una antologia finalizzata all’evoluzione del racconto giallo e del mistero nel corso del tempo; chissà?

[C-L]: Com’è nata la tua passione per la scrittura? Scrivi da molto?
[GA]: Ho avuto fin da piccolo la passione per la lettura. Credo sia naturale, a un certo punto, avvertire il bisogno di scrivere. Sono anche uno che parla poco. Ascolto, osservo e incamero; da qualche parte qualcosa deve pure uscire.
Non scrivo moltissimo. Sono pigro, inoltre fotografo (ho ritrovato la voglia con l’avvento del digitale) e strimpello.

[C-L]: Hai pubblicato libri in passato?
[GA]: Solo racconti in varie antologie legate a concorsi o a selezioni editoriali. Cito qualche titolo: Carne morta, N.O.I.R., Bambini cattivi, Sedotti dalle Tenebre, Roma da scrivere, 666 Passi nel delirio e tante altre. In particolare voglio ricordare: I figli degli uomini, una raccolta di racconti di fantascienza con allegato DVD contenente il film omonimo della Paramount Pictures.
In ogni caso sono particolarmente soddisfatto di non avere mai versato un centesimo per pubblicare qualcosa.

[C-L]: Quali sono i tuoi autori preferiti, e quelli che più ti hanno ispirato nel modo di scrivere?
[GA]: Credo che tutto ciò che ho letto mi abbia in qualche modo influenzato. Metterei in evidenza Stephen King (da leggere assolutamente il suo On Writing), Dino Buzzati, A.P. Reverte (mitico Il Club Dumas), e come dimenticare Umberto Eco e il suo Nome della rosa? Poi quand’ero un ragazzotto mi sono letto carrettate di Urania, con gli indimenticabili: Asimov, Silverberg, Sheckley e tanti altri che adesso sfuggono alla caccia dei miei neuroni.

[C-L]: Segui il panorama editoriale italiano? Compri libri di piccole case editrici italiane o di autori italiani emergenti?
[GA]: Non compro molto, spesso leggo a scrocco, libri ottenuti in prestito o presi in biblioteca. Tuttavia da quando scrivo ho imparato a dare maggiore attenzione anche ad autori italiani, che magari prima snobbavo, preso com’ero dall’esterofilia dilagante che spesso impera nella cultura e nella musica in Italia.

[C-L]: Da quali situazioni prendi spunto per i tuoi lavori?
[GA]: Quasi sempre le idee mi vengono da letture. Libri, racconti o articoli, a volte anche da aneddoti. In altri occasioni vengono così, quando meno te lo aspetti, magari sotto la doccia o mentre cucino (eh… sì, ho anche questo hobby). Si tratta di un germe, un nucleo a volte piccolissimo e tuttavia adatto a essere espanso in maniera anche considerevole. Si tratta solo di lavorarci sopra, magari prendendo appunti per evitare che le idee svaniscano.
Sono appassionato di storia e del passato in genere, così mi capita sovente di raccontare di cose vecchie, andate e polverose, accadute molto tempo addietro.

[C-L]: Di solito come procedi quando scrivi un racconto?
[GA]: Parto da un’idea, come dicevo prima, anche piccola. Ma poi mi DEVE venire un finale con cui concludere questa possibile storia. Così mi è facile abbozzare un plot che congiunga l’inizio con la fine. Se il terminale della storia non mi viene allora è meglio che lasci tutto lì, in attesa. Mi è capitato un paio di volte di procedere lo stesso e ritrovarmi a non riuscire a proseguire la storia.
Finita la stesura comincio a rileggere tantissime volte. Poi lascio decantare per un po’ di tempo e poi riprendo ancora a rileggere e a correggere, non so quante volte. E comunque errori ne vengono sempre fuori. Così diventa importantissimo potere contare su lettori-critici qualificati, possibilmente altri scrittori che condividono la tua passione. E qui diventano utilissimi siti come La Tela Nera e XII che vantano iniziative importanti al riguardo.
Spesso scrivo più cose contemporaneamente. Magari c’è un racconto completo, ma comunque ancora da limare un po’, però c’è quella storia che non puoi fare a mano di iniziare.. e quel soggetto lasciato a metà?, adesso c’è l’idea giusta per completarlo.

[C-L]: Quali consigli ti sentiresti di dare a una persona che voglia cominciare a scrivere?
[GA]: Di mettere da parte i sogni di gloria ed eventuali aspettative di facili guadagni. Lo si fa per passione, spesso perché si legge molto e a un certo punto si sente il bisogno di scrivere, oltre che leggere. Qualcuno ha detto che scrivere è la cosa migliore che si spossa fare da soli con se stessi… qualcuno ha altre idee?

[C-L]: Qual è la ricetta per vincere ai concorsi letterari?
[GA]: Non ce l’ha nessuno, credetemi. Anche se so di gente che si organizza in vere e proprie cordate per realizzare un racconto perfetto, per vincere quel concorso che mette in palio un discreto premio in moneta sonante.
Comunque sparo una banalità assoluta: scrivere belle storie! E’ tutto qui. E impegnarsi a fondo anche nella fase di editing, ci sono giurie che non perdonano nemmeno il più piccolo refuso. Comunque non abbattersi, spesso un racconto snobbato da una giuria, travolge un’altra.

[C-L]: Quali sono, invece, le cose da evitare?
[GA]: Fare errori di grammatica. Non rispettare i bandi. Non rispettare la lunghezza prevista o anche il genere; è capitato anche a me. Mandare un testo inadatto al concorso.

[C-L]: Sul nostro portale siamo soliti elargire consigli per tutti coloro che desiderano partecipare ai concorsi letterari. In riferimento al nostro articolo (in 3 parti) sui 10 errori da evitare per vincere i concorsi letterari con quali punti sei più d'accordo e ritieni siano più importanti? Con quali, eventualmente, non concordi?
[GA]: Mi sembrano ottimi suggerimenti, davvero. Io li terrei tutti in grande considerazione. Mi sentirei di aggiungere un mio personale suggerimento. Andate a vedere le edizioni precedenti di quel concorso (se ci sono) e cercate se possibile di leggere i racconti classificati nel podio. Vi farete così un’idea abbastanza precisa di quelli che sono i contenuti richiesti e i gusti della giuria. Un’altra cosa è quella di lavorare allo scopo di adattare un racconto che si ritiene valido, ma che sfora la lunghezza o che magari è troppo breve. Ecco, fatelo tranquillamente. Vi troverete magari ad avere più versioni della stessa storia, ma che male c’è se poi riuscite a centrare il bersaglio?

[C-L]: Cosa pensi del rapporto fra la Rete e i tanti scrittori esordienti che cercano uno spazio per emergere?
[GA]: La rete offre delle opportunità considerevoli. Intanto c’è comunicazione. Notizie rapide sui bandi di concorso, sulle iniziative, sulle caratteristiche delle varie case editrici. C’è la possibilità di interagire con altri scrittori come te. Si possono scambiare testi, richiedere e dare pareri e giudizi, anche attraverso forum o iniziative specializzate. Insomma non si è più da soli coi propri racconti nel cassetto.
La possibilità di maturare e di evolvere nella propria scrittura è tangibile a alla portata di tutti. Non è poco.

[C-L]: Su quali criteri ti basi quando scegli di partecipare a un concorso letterario?
[GA]: Cerco di fare un bilancio costo/ricavi, intendendo come ricavi la visibilità che viene offerta da quella specifica iniziativa o dai premi, magari in denaro, posti in palio. Così privilegio i concorsi gratuiti che però mettono in palio premi consistenti, sapendo che il rovescio della medaglia è rappresentato da una marea di partecipanti e da una concorrenza spietata e agguerritissima. Privilegio anche quei concorsi che costano una cifra ragionevole e offrono magari la possibilità di una pubblicazione con un libro dotato di codice ISBN, altrimenti è come se quel libro non esistesse. Ci sono poi selezioni letterarie che premiano con una pubblicazione su rivista cartacea, e anche questo non è male come canale di visibilità.
Evito quei concorsi che offrono la targa e la pubblicazione in una asfittica antologia del quartiere o del rione. Peggio ancora se sono a pagamento.

[C-L]: Gestisci un sito o un blog sulla letteratura? Hai qualche sito o community da consigliare ai navigatori interessati alla scrittura?
[GA]: Non ho un sito personale, non nego che mi piacerebbe, ma temo che dovrei dedicarci troppo tempo. Si vedrà. In ogni caso non un blog, ma uno spazio dove metter racconti e fotografie. Qualcuno vuole delle immagini per delle copertine? A proposito, mia è quella dell’antologia: Polpa e Colpa.
Per quelli che hanno la passione di scrivere, oggi la rete offre un’infinità di siti letterari. Per i miei gusti di scrittura io mi sento di consigliare il già citato LaTelaNera.com, ottimo sito che organizza concorsi, palestre di scrittura e tanto altro. Poi il sito di Edizioni XII, un altro ottimo posto dove scrittori di vari ed eterogenei gusti letterari si confrontano e si scambiano opinioni, tecniche, consigli di lettura e di scrittura, e anche qui troviamo una palestra dedicata alla scrittura: USAM.
Ricordo anche Scheletri.com, sito inventore del concorso per miniracconti: 300 Parole per un incubo.

[C-L]: Quali altri concorsi letterari ti senti di consigliare?
[GA]: Sembrano scomparsi i mitici Alien e Lovecraft, allora consiglierei Le quattro porte, concorso che mette in palio succulentissimi premi in denaro. Il NellaTela!, che con quote abbordabilissime mette in palio un piccolo premio monetario, ma che nel passato ha offerto la possibilità di essere anche pubblicati (ricordo l’antologia: L’altalena) e speriamo che la cosa si possa ripetere. Poi direi il Romanoir, che ha una buona visibilità e una certa risonanza. Il Tabula Fati, il Carabinieri in giallo (si pubblica su Mondadori!), il Gran Giallo Città di Cattolica, che lanciò a suo tempo Eraldo Baldini e che quest’anno riserva una sezione anche per fotografie! Elena Vesnaver fatti sotto.

[C-L]: Hai qualche progetto letterario in cantiere?
[GA]: Ho sempre un sacco di idee, nella mia testa spuntano come funghi. Il problema è il tempo e l’energia per scrivere; l’ho già detto, sono pigro. Devo riuscire a trovare costanza ed risorse cerebrali per portare a termine qualcosa di più corposo e appetibile, ovvero un romanzo valido.

[C-L]: Il mondo dei concorsi letterari pullula di bravi autori in cerca di spazio. Ne hai conosciuti?
[GA]: Parecchi, e ancora non finisco di stupirmi di quanto ci sia di valido in questo sottobosco. Ricordo di avere letto dei racconti eccellenti per fattura e qualità; ne voglio ricordare uno di un autore che non sento più in giro: U-BOOT di Alfonso Dazzi. Mitico (da pronunciare con forte accento homeriano).
Ma voglio fare altri nomi e chiedo scusa a coloro che in questo momento non mi vengono in mente: Govanni Buzi, la già citata Elena Vesnaver, Alberto Priora, Enrico Luceri, Luigi Brasili, Stefano Valbonesi (col quale spesso ho scritto a quattro mani), Alfredo Mogavero, Fabrizio Bianchini, Raffaele Serafini, ecc…


Agnoletti Giuseppe, classe 1957, leggo, suono la chitarra, fotografo e naturalmente scrivo, altrimenti non sarei qui. Spesso cucino. In genere la mia narrativa è orientata verso l’horror, il noir, il fantastico. A vote spruzzata di grottesco. Diversi miei racconti sono presenti in varie antologie di genere. Tutto il resto è noia. E se vi va, sparatevi il mio nome e cognome in rete, troverete sicuramente qualcosa da leggere. Buona lettura a tutti.


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Concorsi-Letterari.it intervista lo scrittore Giuseppe Agnoletti
Intervista pubblicata il 08/04/2009
Da: Alessio Valsecchi
Fonte: Concorsi-Letterari.it


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