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Concorsi-Letterari.it intervista la scrittrice Marica Petrolati

Abbiamo fatto due chiacchiere con la vincitrice dell'ultima edizione del Romanoir




Concorsi-Letterari.it intervista la scrittrice Marica Petrolati[Concorsi-Letterari.it]: Ciao Marica, innanzitutto complimenti per il trionfo al Romanoir 2010. Avevi già ottenuto il terzo posto nel 2007, ora è arrivata la vittoria col racconto Etica Professionale. Sembra che ti trovi a tuo agio col genere noir, pensi di partecipare anche il prossimo anno a questo concorso?
[Marica Petrolati]: Grazie per i complimenti. Non saprei dirti se parteciperò l’anno prossimo. Dipende dalle “vibrazioni”. Quest’anno ho sentito che dovevo partecipare, ancora prima di avere l’idea. Ed è andata così. Col noir, in effetti, mi trovo a mio agio. Soprattutto nella dimensione del racconto breve. Ma la mia passione principale è e rimane l’horror.

[CL]: Da quanto tempo partecipi a concorsi letterari? Quali altri riconoscimenti hai ottenuto?
[MP]: Non si fanno queste domande a una signora! Sono costretta a dirti che sono anni che partecipo. Dai tempi in cui si cercavano i bandi come avvoltoi, dappertutto. E si finiva per partecipare a concorsi dove racconti come i miei non avevano la minima possibilità di piazzarsi. Poi internet ha reso tutto più facile. Ricordo sempre con orgoglio i due piazzamenti al mitico Premio Lovecraft, nel 2005 e nel 2006. Ero in piena scalata verso la vetta, poi, purtroppo, è stato soppresso. L’anno scorso sono arrivata terza al Circo Massimo delle Edizioni XII. E’ stata una dura lotta. Naturalmente scenderò nell’arena anche quest’anno.

[CL]: Parlaci di Etica Professionale, com'è nata l'idea e come hai cercato di svilupparla?
[MP]: Ecco. Come è nata l’idea? Come succede per tutte le idee, immagino. Sei davanti alla tastiera, e, a un certo punto zac, succede. Inizi a scrivere, e come per magia tutti i tasselli vanno al posto giusto. Così è stato per Etica Professionale, che ho scritto, praticamente, in mezz’ora, uno o due giorni prima della scadenza. Tengo a precisare che non ci sono messaggi moralistici nel mio racconto, è una cosa che evito, senza sforzo. A me piace raccontare storie, e, talvolta, capita di prendere spunto dalla realtà. Poi, può accadere, che leggendo il racconto taluni ci vedano una presa di posizione da parte mia, quasi che il racconto sia un modo per esprimere un’opinione in proposito. Non c’è niente di più sbagliato. E’ una cosa che non mi interessa, non usando la narrativa come mezzo, intendo.

[CL]: Come procedi quando ti accingi a scrivere? Hai qualche metodo o rituale segreto?
[MP]: Mi siedo e mi accendo una sigaretta (purtroppo). Poi mi cerco un brano musicale particolarmente “pompato”. Mi serve per partire, per caricarmi. Amo molto ascoltare musica, prima. Ma una volta che inizio seriamente a scrivere, abbasso il volume, perché mi deconcentra, tende a portarmi lontano dalla mia storia e troppo vicino a cose delle vita reale. L’unica canzone a cui, da sempre, è concesso ronzarmi nelle orecchie mentro scrivo è Paint it black dei Rolling Stones, che, non esagero, avrò ascoltato migliaia di volte. C’è anche un mio racconto con quel titolo, ed è stato scritto, come quasi tutti i miei, con Mick Jagger a farmi compagnia.

[CL]: Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente influenzata?
[MP]: Uno su tutti, per lo meno all’inizio. E risponde al nome di Stephen King. Quanto ho letto l’ultima pagina di It mi è venuto da piangere. Non potevo crederci che, con quel semplice gesto - chiudere una quarta di copertina - potessi essere fuori da quel mondo. L’ho tenuto sul comodino per parecchi mesi, sempre guardandolo con malinconia. Naturalmente, i primi racconti pagavano un forte pedaggio al Re. Ora, però, non riesco più a finire un suo libro. Ho Cujo, iniziato da qualche tempo, che sta lì a prendere polvere (dovrei anche restituirlo al proprietario!). Il fatto è che mi chiedo come sia possibile scrivere per una vita sempre allo stesso modo, usando sempre gli stessi schemi mentali. Io, come scrittrice, ho sentito, e sento tutt’ora, l’esigenza di evolvermi. Poi, magari, ritornerò al punto di partenza, scoprendo che la mia dimensione era solo quella, perché no. Però, nel mezzo, magari ho sperimentato dell’altro. Adoro anche i classici, artefici, come nessun’altro, di atsmosfere realmente inquietanti. M.R. James, su tutti, poi Le Fanu, Edith Warthon, Howthorne, Lovecracft, Poe e tutti i Grandi Antichi, insomma.

[CL]: Segui il panorama editoriale italiano? Compri libri di piccole case editrici italiane o di autori italiani emergenti?
[MP]: Certo. Anzi, sarebbe più corretto dire che seguo prevalentemente le piccole e medie case editrici, e gli autori nostrani, emergenti e non. Lasciando da parte altri tipi di discorsi, che non mi interessano, credo che qualcosa di buono utlimamente si sia visto anche sulla scena italiana. Pensavo proprio ieri che per leggere tutti i libri interressanti che ho addocchiato in questo periodo, mi servirebbe un mese di ferie. Se lavori a tempo pieno, è difficile soddisfare tutte le proprie esigenze. Con dolore dico che la lettura è quella che risente di più dei limiti imposti da una giornata fatta di ventiquattro ore.

[CL]: Cosa pensi delle case editrici a pagamento?
[MP]: In sintesi, penso che ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede. Questo per l’editoria a pagamento. Ovviamente, altro discorso per l’editoria “truffa”, che è quella dove, a fronte di un numero irrisorio di libri più o meno discutibili con promozione zero, ti chiedono migliaia di euro. Per questo tipo di discorso, tutto il mio biasimo.

[CL]: Che consigli ti sentiresti di dare a chi vuole approcciarsi alla scrittura? Quali sono per te le cose da evitare per uno scrittore esordiente?
[MP]: Be’, una cosa che mi sento di consigliare è di evitare la dispersione di energie. Individuare iniziative e concorsi interessanti, e concentrarsi su quelli. Oggi, grazie a internet, c’è l’imbarazzo della scelta. A volte, per partecipare a tutto, si tende a produrre in fretta, magari anche senza ispirazione. Meglio meno cose, ma buone. Un’altra cosa da evitare, è dar retta ai consigli e usare la propria testa! Mi ripeto, ma è una cosa che ho vissuto sulla mia pelle. Oggi, tutto è più a portata di mano, grazie alla rete. E’ possibile crescere, come scrittori, grazie alle numerose iniziative che permettono un confronto serio e costruttivo con altri scrittori, è possibile conoscere tante più persone, usufruire di una rete di contatti una volta (e parlo di una decina d’anni fa, non della preistoria) impensabile.In una parola essere aggiornati e informati, sapere dove va l’editoria, cosa chiede, cosa produce, chi potrebbe essere interessato al tuo lavoro. Tutte queste belle cose qui, se uno ha un minimo di talento e di voglia di fare, possono portare da qualche parte.

[CL]: In base a cosa scegli i concorsi letterari a cui partecipare? Quali altri concorsi ti senti di consigliare?
[MP]: Devo dire che non partecipo più molto ai concorsi, mi sento d’aver già dato. Anche perché, a un certo punto, si sente l’esigenza di focalizzarsi su un progetto più a lungo termine piusttosto che su una scaletta massacrante di scadenze, soggetti e limiti di battute imposti. Quello che dicevo prima, insomma, evitare le dispersioni di energia. Comunque, per rispondere alla tua domanda: di solito i concorsi con la pubblicazione in palio mi allettanno di più.

[CL]: Parlaci dei tuoi progetti per il futuro. Hai qualche lavoro in cantiere? Un romanzo, per esempio.
[MP]: I progetti in cantiere ci sono, certo. Mi riterrei molto soddisfatta se nel 2010 riuscissi a finire il mio romanzo. Un lavoro che strizza l’occhio al giallo, con sfumature noir e sovrannaturali, ovviamente, ambientato a Serra de’ Conti, il mio paese. E’ da parecchio che mi frulla per la testa, e ora questa storia pretende di essere raccontta per intero. Speriamo di accontentarla.
Permittimi, in chiusura, di rivolgere un pensiero all’amico Giovanni Buzi, recentemente scomparso. Un’artista a tutto tondo. A me piacere ricordarlo come una di quelle persone capaci di sorridere anche con gli occhi.


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Concorsi-Letterari.it intervista la scrittrice Marica Petrolati
Intervista pubblicata il 21/03/2010
Da: Gabriele Lattanzio
Fonte: Concorsi-Letterari.it


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