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Come sviluppare una trama complessa | L'Editor Risponde

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Lavorando anche come editor per le Edizioni XII Spesso mi capita di rispondere a email di autori che mi chiedono consigli o suggerimenti per i loro racconti o romanzi, e ho pensato che magari le stesse questioni potrebbero essere d’interesse anche per altri autori.
Con questa idea, dopo una discussione con gli amici dello staff di Concorsi-Letterari.it, nasce qui quella che vuole essere una sorta di “rubrica della posta”.
Scrivete quindi le vostre questioni su concorsi, selezioni editoriali, scrittura, mondo dell’editoria e questioni tecniche varie e chi più ne ha più ne metta e – nei limiti del possibile – risponderò con piacere.

Per iniziare, prendo spunto da uno scambio avuto con un autore che frequenta il forum di Edizioni XII e del quale avevo avuto modo di leggere alcuni racconti, e che è stato così gentile da autorizzarmi a utilizzarlo per questo articolo.
Ecco la sua domanda e di seguito la mia risposta.

Da circa un anno ho iniziato a confrontarmi sui forum con altri autori e a mettermi sotto seriamente e sento che il modo di scrivere sta migliorando: adesso almeno quando scrivo e rileggo dopo una settimana non mi trovo a dire "che schifo!", ma limo un po’ e più o meno mi ritrovo soddisfatto di ciò che ho creato (per poi ovviamente essere distrutto dai "colleghi" ma questo è il bello, no?).
Mi sto rendendo conto dei generi per cui sono portato e per quelli per cui non lo sono.
Mi accorgo tuttavia che i miei intrecci sono un po’ deboli, non riesco a creare nulla di "acuminato". La storia va, magari è piacevole da leggere (questo in molti me l'hanno segnalato) ma gli manca il quid che la eleva facendola salire di livello. Sono convinto che di fondo ci sia una mia tendenza "alla linearità", ma sento di dover fare qualcosa.
Avresti qualche consiglio operativo da darmi per permettermi di sviluppare trame più complesse e che sì, sfocino nella "necessità" come scrivevi nell'articolo sulla suspense, ma che rendano i miei scritti più incisivi?
Alcuni sviluppi per il momento mi sembrano lontanissimi.

Ecco cosa penso. Per costruire un intreccio più complesso, è fondamentale la progettazione preliminare, e che sia rigorosa e metodica, per fasi successive ben delineate.
Poi, a mano a mano che si fa esperienza, le fasi magari diventano più sfumate, si possono dare per scontate più cose, si guadagna una maggiore capacità di gestire un intreccio anche con meno punti di riferimento. Come in ogni cosa. Però è bene cominciare in maniera più squadrata, per intenderci.
Quindi: come fare?
Diciamo che ti posso dire come lavoro io. Non è l'unico modo, ovviamente, ma è un modo con una sua coerenza interna. E questo è quello che soprattutto conta.

Hai presente il metodo che utilizzo nel laboratorio di scrittura Macelleria Numero 6 per l'analisi dei testi? Quello per criteri successivi? (Nucleo, Documentazione e Ambientazione, Soggetto, Personaggi, Struttura, Stile, Forma)
Ecco, quello riproduce, seguendola, esattamente la genesi di un racconto.
Ragioniamoci: probabilmente tu oggi come procedi? Suppongo più o meno così:
- hai una buona idea, e decidi di basarci un racconto (nucleo)
- ti documenti molto bene sull'argomento (documentazione e ambientazione)
- concepisci la storia (soggetto)
- ti metti a scrivere (stile)
- revisioni (forma)

Credo che tu faccia più o meno così. Ovviamente posso sbagliarmi.
Quindi, cosa manca per poter delineare intrecci più complessi?
Progettare anche i Personaggi, e quindi soprattutto la Struttura. Il tutto prima di mettersi a scrivere. Come vedi, infatti, questi due passaggi nello schemino di sopra sono stati saltati.
Progettare i personaggi significa farne una scheda, proprio come nei giochi di ruolo. Qui ne elenchi tutte le caratteristiche, e soprattutto li doti di un background. Questo ti sarà preziosissimo perché:
- potrai costruire delle sottotrame
- potrai riagganciarti a eventi del passato che il lettore scoprirà, e che possono motivare gli eventi presenti
- potrai dare spessore ai personaggi, e creare reali motivazioni: in questo modo non saranno più "funzioni", ma "persone"
- potrai inserire delle analessi (flashback) e quindi condurre la narrazione su più piani temporali
- potrai fare un sacco di altre cose, pensaci e vedrai

Invece, se i personaggi "sgorgano" semplicemente dalle necessità della storia, (del soggetto), inevitabilmente risulteranno fini solo alla storia stessa.

Poi, la Struttura: come si può costruire?
Abbiamo una ambientazione, una storia, e dei personaggi. Quindi sappiamo cosa succede, dove, e chi agisce. Cosa ci manca? Come vogliamo far scoprire queste cose al lettore.
Tu in questa fase è come se avessi davanti un puzzle finito. Devi decidere come dare i pezzi al lettore.
Quindi, si tratta di stabilire una serie di aspetti:
- chi è il narratore (e ti sconsiglio di utilizzare, come spesso - o forse sempre? - fai, la prima persona, perché è la più difficile da gestire e comporta un sacco di limiti)
- quali sono i punti di vista e le focalizzazioni utilizzati
- in che ordine vengono narrati i fatti
- cosa viene narrato e cosa invece viene lasciato indurre dal lettore

L'ultimo aspetto è vitale, e forse è quello che la maggior parte degli scrittori agli inizi non tengono in considerazione.
Infatti, in genere tendono a dire tutto.
Quello invece su cui devi giocare è proprio il lasciare dei buchi che poi potrai colmare tu in un secondo momento, oppure potrai semplicemente dare indizi sufficienti al lettore per ricostruire.
Visto che miri a un intreccio complesso, l'altro aspetto su cui puoi e devi lavorare sono i punti di vista multipli. Per ogni sequenza del racconto, sceglierai il più adatto, badando anche a una certa simmetria generale – o a gestire gli sbilanciamenti come più efficace.

Bene, andando nel pratico, per gestire queste scelte, la prima cosa che devi fare è spezzare il soggetto in sequenze. Isoli le sequenze in base a spazi e tempi.
A questo punto ti ritrovi con dei pezzi della tua storia. Ognuno lo prendi e gli dài precise coordinate spaziotemporali, scrivendo come titolo della sequenza luogo, tempo, personaggi coinvolti e note particolari. In questo modo ti puoi costruire la tua timeline.
Fai un breve riassunto autonomo di ogni sequenza, e ora puoi avere sott'occhio in maniera schematica tutta la tua storia.

Passi al Trattamento. Che significa?
Significa che prendi ogni singola sequenza, e ne scrivi la sinossi. Senza badare al "bello stile", descrivi tutto ciò che accade in quella sequenza, quindi sviluppando le linee guida che hai spezzettato dal soggetto. Okay?
Bene, ora ci siamo.
Per ogni sequenza puoi prendere le decisioni di cui abbiamo parlato sopra:
- a che punto del racconto la inserisci questa?
- questa magari la salto, così lascio un buco? (un'ellissi)
- che punto di vista uso per questa?

E così via. Ognuna dovrai trattarla quasi come fosse un racconto a sé.
La "mappa" costituita dal Trattamento ti consentirà peraltro di stendere poi le sequenze nell'ordine che preferisci, e non necessariamente in ordine cronologico: questa tecnica aiuta infinitamente a fuggire dall'eccessiva linearità. (Io per esempio non scrivo mai a partire dall'inizio, in genere parto dalla metà e procedo "a spirale").

Bene. Ora sì puoi stendere. Si tratta di sviluppare i riassunti delle sequenze costituiti dal Trattamento.
Ora puoi badare solo a concentrarti sullo stile, perché tutto il resto è già consolidato.

Attenzione: nulla ti vieta di cambiare mille volte il progetto iniziale, sia mentre stendi, se ti vengono nuove idee che ti portano altrove, sia a stesura finita. Anzi: avendo il Trattamento sotto mano ti sarà facilissimo riposizionare i blocchi, sapere dove intervenire per cambiare il corso della narrazione e così via.


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Come sviluppare una trama complessa | L'Editor Risponde
Consiglio pubblicato il 27/10/2009
Da: Daniele Bonfanti
Fonte: Concorsi-Letterari.it


Come sviluppare una trama complessa  | L'Editor Risponde

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